Metodo LIFO: significato e differenze con il metodo FIFO

Il metodo LIFO è tra i più utilizzati per la gestione delle scorte di magazzino. Una guida semplice per capire quando utilizzarlo e le differenze con il metodo FIFO.

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Nella gestione del magazzino, il modo in cui vengono valorizzate le scorte incide sulla stima dei costi e sulla lettura dei risultati aziendali.

Tra i metodi più utilizzati per valutare le rimanenze ci sono il LIFO e il FIFO, due criteri con logiche diverse, da adottare in base al tipo di prodotti gestiti e all’andamento dei prezzi di acquisto nel tempo.

In questo articolo vedremo cos’è il metodo LIFO, quali sono le principali differenze rispetto al FIFO, quali vantaggi e limiti presenta e in quali situazioni può rappresentare una scelta coerente per la gestione del magazzino, anche attraverso un esempio pratico.

Cos’è il metodo LIFO?

Il metodo LIFO è un criterio utilizzato nella gestione di un magazzino per attribuire un valore alle scorte e calcolare il costo delle merci vendute.

L’acronimo deriva dall’espressione inglese “Last In, First Out”, che significa “ultimi entrati, primi usciti”.

In base a questo principio, gli ultimi prodotti entrati in magazzino sono i primi a essere considerati in uscita dal punto di vista contabile.

Questo non implica necessariamente che i prodotti escano fisicamente dal magazzino in quell’ordine, ma riguarda il modo in cui vengono attribuiti i costi alle vendite.

In pratica, quando si registra una vendita o un prelievo di merce, si considerano per primi i prodotti acquistati più recentemente. Le scorte di magazzino più vecchie restano valorizzate ai prezzi precedenti.

Il metodo LIFO è indicato soprattutto per prodotti non deperibili, che possono restare in magazzino per periodi prolungati senza perdere di valore. L’ordine d’ingresso della merce non rappresenta quindi un vincolo operativo.

Il LIFO consente di attribuire alle vendite i costi più recenti quando i prezzi cambiano nel tempo, offrendo una stima più aggiornata delle scorte.

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Differenze tra metodo LIFO e metodo FIFO

La differenza principale tra LIFO e FIFO riguarda l’ordine con cui vengono considerate le merci in uscita dal magazzino.

Nel LIFO, come già accennato, si attribuisce la priorità ai prodotti acquistati più di recente.

Il FIFO, acronimo di “First In, First Out”, segue invece la logica opposta: si considerano per primi i beni entrati in magazzino da più tempo.

Questa differenza ha un impatto diretto sulla valutazione delle rimanenze e sul modo in cui vengono rappresentati i costi.

Nel FIFO le scorte finali riflettono prezzi più recenti, perché restano in magazzino i prodotti acquistati più recentemente. Nel LIFO accade il contrario: le rimanenze sono valorizzate sulla base di costi più datati.

La scelta tra LIFO e FIFO dipende dal tipo di prodotti gestiti, dall’andamento dei prezzi di acquisto e dalla necessità di tenere conto o meno della deperibilità delle merci. Il FIFO è l’ideale quando le merci hanno una scadenza o un ciclo di vita breve. Il LIFO è più coerente quando i prodotti non sono deperibili e i prezzi subiscono variazioni nel tempo.

Il metodo di valorizzazione delle scorte indice anche sulla stima dei costi di magazzino. Per approfondire, leggi l’articolo sui costi di gestione del magazzino.

Vantaggi e svantaggi del metodo LIFO

Come ogni criterio di gestione del magazzino, anche il metodo LIFO presenta punti di forza e limiti che è utile valutare prima di adottarlo.

Vediamo prima di tutto quali sono i vantaggi:

  • consente di attribuire alle merci vendute costi più recenti, più vicini ai valori di mercato;
  • è efficace quando i prezzi di acquisto aumentano nel tempo, perché offre una rappresentazione più aggiornata dei costi operativi;
  • è adatto a prodotti non deperibili o con lunga permanenza in magazzino;
  • permette di organizzare le scorte di magazzino in modo semplice, attraverso un unico corridoio per il flusso di lavoro;
  • presenta costi contenuti.

Questi invece gli svantaggi del metodo LIFO:

  • non riflette sempre il flusso reale della merce;
  • è poco adatto a beni con scadenza o ciclo di vita breve, per i quali c’è il rischio che diventino obsoleti o invendibili.

Nel complesso, il LIFO è un metodo semplice e coerente con l’andamento dei costi, ma meno flessibile nel rappresentare situazioni molto variabili.

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I settori in cui si usa di più il metodo LIFO

Il metodo LIFO trova applicazione soprattutto nei contesti in cui i prodotti non sono soggetti a scadenza e possono rimanere in magazzino per periodi prolungati. In questi casi non è necessario che i beni escano nello stesso ordine in cui sono entrati.

Tra i settori in cui il LIFO è più utilizzato rientrano:

  • edilizia e materiali da costruzione;
  • industria metallurgica, chimica e petrolchimica;
  • ferramenta e ricambi;
  • rivendita di componenti tecniche non deperibili;
  • commercio all’ingrosso, dove si assiste a un accumulo di scorte considerevoli di prodotti.

In questi ambiti, consente di gestire le scorte di magazzino senza sottostare ai vincoli legati alla deperibilità dei prodotti.

Esempio di utilizzo del metodo LIFO

Per chiarire meglio il funzionamento del metodo LIFO, vediamo un esempio semplice. Un’azienda acquista lo stesso prodotto in tre momenti diversi:

  • 100 unità a 10 euro;
  • 100 unità a 12 euro;
  • 100 unità a 14 euro.

Quando l’azienda vende il prodotto, con il metodo LIFO si considerano vendute per prime le unità acquistate più recentemente, cioè quelle al prezzo di 14 euro.

Il costo delle merci vendute viene quindi calcolato sulla base del valore più aggiornato, mentre le scorte rimanenti restano valorizzate ai prezzi precedenti.

Questo esempio mostra in modo semplice il principio “ultimi entrati, primi usciti”, tipico del metodo LIFO .

Il metodo LIFO può essere dunque una scelta coerente quando i prodotti non sono deperibili e i prezzi di acquisto cambiano nel tempo. Valutare le differenze con il metodo FIFO aiuta a individuare il criterio più adatto alla gestione del magazzino, in base alle caratteristiche delle scorte.

 

Sono nata nel 1995 da un'idea a due passi da Padova. Sono dinamica, entusiasta e adoro creare soluzioni semplici per problemi complessi. Sono sempre sul pezzo e sono molto pignola, tanto che mi dicono ...

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